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Questa dannata influenza!

  • Immagine del redattore: RosaSpina
    RosaSpina
  • 31 gen
  • Tempo di lettura: 2 min

Influenza o streptococco: quando l’inverno mette alla prova bambini, genitori e nonni

L’inverno, per molte famiglie, non è solo freddo, lucine e cioccolata calda.

È anche febbre improvvisa, mal di gola che non passa, telefonate da scuola, tamponi, antibiotici, notti insonni e quella sensazione costante di essere sempre “in emergenza”.

Influenza e streptococco, soprattutto nei bambini, diventano spesso un piccolo grande terremoto quotidiano.

Bambini malati: fragili, stanchi, bisognosi

Quando un bambino sta male non è solo il corpo a soffrire.

C’è la stanchezza, la noia, la frustrazione di non poter andare a scuola o giocare, la paura delle visite mediche, il fastidio della gola che brucia o della febbre che sale.

Il loro malessere chiede tempo, presenza e attenzione continua.

Genitori: tra sensi di colpa e incastri impossibili

I genitori, in questi periodi, si trovano spesso a fare i conti con:

lavoro da riorganizzare o giustificare

giorni di assenza non sempre compresi

sensi di colpa (“dovrei essere più presente”, “non posso assentarmi ancora”)

stanchezza fisica ed emotiva

La mente corre veloce: È solo influenza? È streptococco? Sta peggiorando? Ho fatto la cosa giusta?

E intanto si va avanti, spesso senza fermarsi mai davvero.

I nonni: una risorsa preziosa… ma non sempre semplice

Chi ha la fortuna di avere i nonni lo sa: sono spesso un aiuto fondamentale.

Ma anche per loro non è facile.

I nonni:

si preoccupano molto

hanno più timore delle complicanze

possono sentirsi sotto pressione

a volte faticano fisicamente

Eppure ci sono. Con una tisana, una carezza, una presenza che rassicura.

Non è scontato. È un dono.

Un inverno che chiede più gentilezza

Questi mesi freddi non mettono alla prova solo il sistema immunitario, ma anche quello emotivo delle famiglie.

Forse la cosa più importante è ricordarsi che:

non si può fare tutto perfettamente

chiedere aiuto non è una sconfitta

rallentare, quando possibile, è una forma di cura

Per i bambini.

Per i genitori.

Per i nonni.

E anche per noi stessi.

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