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4 Febbraio – Giornata Mondiale della Lotta contro il Cancro

  • Immagine del redattore: Alessandra Avenale
    Alessandra Avenale
  • 4 feb
  • Tempo di lettura: 2 min

4 febbraio – Giornata Mondiale della Lotta contro il Cancro


Un pensiero che nasce dall’ascolto


Ci sono parole che nessuno vorrebbe mai sentire pronunciare.

“È un tumore” è una di queste.


Il 4 febbraio, Giornata Mondiale della Lotta contro il Cancro, non è solo una data sul calendario. È un momento per fermarsi, respirare e dare spazio a ciò che spesso resta in silenzio: le persone, le emozioni, la paura, la forza che non si sapeva di avere.


Scrivo questo articolo non solo come professionista, ma come persona che ogni giorno ascolta storie di vita profondamente segnate da una diagnosi oncologica.



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Quando il cancro entra nella vita


Il cancro non arriva mai da solo.

Arriva con il panico, con le domande che tolgono il sonno, con la sensazione che il tempo improvvisamente cambi velocità. Arriva con il bisogno urgente di capire, ma anche con il desiderio di non sapere.


Chi riceve una diagnosi spesso mi dice:

“Non so più chi sono, da dove ripartire.”


Ed è normale. Perché il cancro non colpisce solo il corpo, ma l’identità, la sicurezza, il futuro immaginato.



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Il dolore che non si vede


Accanto a chi si ammala c’è sempre qualcuno che soffre in silenzio.

Un compagno che cerca di essere forte.

Un genitore che ha paura di perdere un figlio.

Un figlio che non sa come chiedere se il suo papà o la sua mamma guariranno.


La famiglia diventa spesso il paziente invisibile, quello che non ha referti clinici ma porta un peso emotivo enorme.

Anche loro hanno bisogno di essere visti, ascoltati, sostenuti.



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Chiedere aiuto non è arrendersi


Una delle frasi che sento più spesso è:

“Devo farcela da solo.”


Eppure, nessuno dovrebbe affrontare il cancro in solitudine.

Il supporto psicologico non serve solo a “essere più forti”, ma a non perdersi, a dare un nome alle emozioni, a trovare uno spazio sicuro in cui poter dire: “Ho paura.”


Prendersi cura della mente è parte della cura, non un lusso.


Esistono associazioni come https://www.sexandthecancer.it/ che aiutano le donne anche nell'aspetto sessuale che viene spesso trascurato, durante le cure.



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Prevenzione: un gesto d’amore verso se stessi


Parlare di cancro significa anche parlare di prevenzione.

Non per spaventare, ma per proteggere.


Fare controlli, informarsi, ascoltare il proprio corpo è un atto di amore verso di sé e verso chi ci ama. La prevenzione non elimina la paura, ma può salvare tempo, possibilità, vita.



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Anche quando non si può guarire, si può sempre curare


Non sempre il cancro lascia spazio alla guarigione.

Ma c’è una cosa che non dovrebbe mai mancare: la cura.


Curare significa esserci.

Significa alleviare il dolore, accompagnare, rispettare la dignità della persona fino all’ultimo istante.

Significa non ridurre nessuno alla sua malattia.



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Oltre questa giornata


Il 4 febbraio non dovrebbe durare solo un giorno.

Dovrebbe vivere nei gesti quotidiani, nell’attenzione verso chi sta lottando, nel rispetto per chi è stanco, nella delicatezza delle parole.


A chi sta affrontando il cancro, a chi lo ha vissuto accanto a qualcuno, a chi ne porta ancora le cicatrici invisibili, voglio dire questo:


non siete soli.

E chiedere aiuto è un atto di coraggio, non di debolezza.

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